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Goletta Verde a Santa Maria di Leuca per ribadire l’importanza delle Aree Protette

Goletta Verde 2022

Goletta Verde per le Aree Protette della Puglia, tra riserve naturali e parchi promuove l’area delle dune costiere tra Torre Pali e Posto Vecchio di Salve

Goletta Verde si confronta su come aumentare la qualità e la quantità di superficie marina protetta nel nostro Paese e conservare le specie a rischio. Svolge attività di monitoraggio e osservazioni naturalistiche ed ecologiche, di specie vegetali e animali su aree del territorio di particolare rilevanza naturalistica

 

Si è tenuto a bordo della Goletta Verde, situata presso il porto turistico di Santa Maria di Leuca, il dibattito circa l’importanza delle Aree Protette, delle riserve naturali e dei parchi della regione Puglia. A prendere parte al dibattito in merito vi sono Alice De Marco, portavoce di Goletta Verde; Ruggero Ronzulli, presidente Legambiente Puglia; Caterina Dibitonti, dirigente Sezione Aree Protette Regione Puglia; Maurizio Manna, responsabile settore parchi e turismo sostenibile Legambiente Puglia e Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.

Al momento nella regione esistono 2 Parchi Nazionali (Gargano e Alta Murgia), 3 Aree Marine Protette (Torre Guaceto, Porto Cesareo, Tremiti), 16 Riserve Naturali dello Stato le quali fanno capo al Ministero dell’Ambiente e 20 Parchi e Riserve Regionali istituiti dalla Regione Puglia con Legge Regionale.  Con le leggi vigenti la Regione ha contribuito alla gestione dei Parchi con un contributo all’istituzione dell’Ente di 50 mila euro. Ma di fatto la maggioranza dei Parchi regionali sono stati costituti solo su carta e nessuna azione di avvio e/o rilancio delle attività è stata effettuata. Per questo è necessario rivedere la legge regionale n. 19 del 1997 sulle aree protette, adeguandola alle normative più recenti.

In particolare il Circolo di Legambiente attivo sul territorio di Salve e limitrofi da circa due decenni ha svolto in questi anni varie attività di monitoraggio e osservazioni naturalistiche ed ecologiche, di specie vegetali e animali su aree del territorio di particolare rilevanza naturalistica. Nello specifico, l’area delle dune costiere tra Torre Pali e Posto Vecchio di Salve, focus dell’incontro di quest’oggi, nonostante le misure di salvaguardia e utilizzazione dettate dal PPTR risulta essere uno dei pochi tratti di cordoni dunali del Salento privi di specifici vincoli e quindi privi di qualsiasi tutela.

“La Puglia rappresenta sul piano biologico un vero e proprio crocevia, in grado di adattarsi ad accogliere piante e animali diversi, giunti da territori limitrofi, vista la sua centralità geografica all’interno del “bioma mediterraneo”. C’è da perdersi tra zone umide, lame e corsi d’acqua sotterranei, falesie lungo la costa, manifestazioni carsiche. Non mancano comunque i boschi e le peculiarità del paesaggio agrario che bilanciano, con il loro tocco di verde, le zone più aspre legate alla pseudo steppa- afferma Ruggero Ronzulli, presidente Legambiente Puglia- Ma non si può solo continuare a istituire parchi, bisogna anche rilanciarli e metterli in rete affinché il nostro invidiabile patrimonio naturalistico, enogastronomico e archeologico non rimanga una potenzialità inespressa. In questi anni è cambiato l’atteggiamento delle Pubbliche Amministrazioni rispetto ai Parchi, non visti più come vincolo ma come occasione di sviluppo, di marchio vincente”.

Dalla discussione sono emersi i possibili strumenti da utilizzare per la salvaguardia della biodiversità degli ambienti marini, quali i progetti europei, come il progetto Life ELIFE e il progetto DELFI, cofinanziati dal programma Life dell’Unione Europea, che oltre a mettere in campo azioni concrete per mitigare le catture accessorie di specie a rischio, mirano a costruire sinergie e reti territoriali per introdurre misure di mitigazione e compensazione per i danni causati ai pescatori professionali. E proprio sul tema della pesca è stata sottolineata l’importanza di praticare una efficace gestione dei sistemi di pesca che non entri in conflitto con la conservazione della biodiversità marina e che permetta alla pesca sostenibile, praticata dagli operatori della piccola pesca artigianale, di svilupparsi e di crescere. Su questo tema sono state presentati obiettivi e azioni del progetto LIFE ELIFE che mira a migliorare la conservazione delle specie di elasmobranchi (squali e razze) promuovendo le migliori pratiche di conservazione nel contesto della pesca professionale nel Mar Mediterraneo.

“Per garantire la sostenibilità degli usi del mare e delle attività antropiche che comunque insistono sull’ambiente marino, è fondamentale investire e valorizzare il ruolo delle aree protette, fondamentale nella sperimentazione di modelli di gestione sostenibile sia della costa sia delle aree rurali interne. Sono stati precursori nella regolamentazione degli accessi alla costa, nella individuazione di modalità sostenibili di pulizia delle spiagge, nel contenimento dell’erosione costiera, nell’attuazione di protocolli di monitoraggio degli habitat naturali e delle specie della flora e della fauna soggette a forti pressioni antropiche. Perciò è fondamentale aggiornare le normative regolamentando non solo l’istituzione di tali Aree, ma anche la loro concreta realizzazione al fine di raggiungere quanto prima l’obiettivo di realizzare il 30% di aree protette entro il 2030 in Europa e in Italia, in linea con quanto richiesto dalla Strategia dell'UE sulla biodiversità” - conclude Alice De Marco, portavoce Goletta Verde.

 

Ufficio Stampa Goletta Verde 2022

Serafina Di Lascio | +39 3209687422 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.    

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