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Traffico di rifiuti, sette arresti nel foggiano

traffico di rifiuti a San Severo

Legambiente Puglia su inchiesta della Dda di Bari per traffico illecito di rifiuti e gestione abusiva di rifiuti speciali non pericolosi in provincia di Foggia

 

«Un traffico illecito di rifiuti a conduzione familiare ha prodotto 240mila tonnellate di compost fuorilegge sparso su centinaia di ettari di terreno. Ciò ci lascia esterrefatti e non possiamo che plaudire all’indagine della Dda di Bari coordinata dai pm Renato Nitti, Marco D’Agostino e Marco Gambardella, che ha messo fine a una “sporca” attività che da anni andava avanti indisturbata, con gravi conseguenze sia per i terreni su cui veniva sversato fertilizzante non a norma sia per la salute dei cittadini, costretti a respirare aria infestata da esalazioni nocive. Purtroppo le attività illecite legate al ciclo dei rifiuti trovano campo fertile in Puglia e in particolare a Foggia, prima secondo l’ultimo rapporto Ecomafia per numero di infrazioni accertate. Per contrastarle serve aumentare i controlli anche e soprattutto sui movimenti transfrontalieri, per dare maggiore tracciabilità a un fenomeno che risulta in espansione».  

Commenta così Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, l’inchiesta della Dda di Bari per traffico illecito di rifiuti e gestione abusiva di rifiuti speciali non pericolosi, che ieri ha portato a sette arresti domiciliari e all’obbligo di dimora per nove persone in provincia di Foggia.

Secondo il rapporto Ecomafia 2019, nel ciclo illegale dei rifiuti la Puglia occupa il secondo posto in Italia con 947 infrazioni accertate (l’11,9% sul totale nazionale), 828 persone denunciate, 6 arrestate e 269 sequestri effettuati; nella classifica provinciale Foggia, Bari e Brindisi sono rispettivamente al secondo, settimo e ottavo posto con 310, 123 e 120 infrazioni accertate. Dal 2002 a luglio 2019, in Puglia ci sono state 76 inchieste contro attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, circa il 16,5% delle inchieste su tutto il territorio nazionale. Inchieste che hanno portato a 201 ordinanze di custodia cautelare, 549 persone denunciate e coinvolto 86 aziende con oltre 6 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrate.